Posts Taggati come ‘obesità’
L’obesità riduce la possibilità di avere un figlio
I danni dell’obesità sul corpo umano sono molteplici. Urologi dell’Università di San Paolo in Brasile hanno presentato a una conferenza americana uno studio in cui evidenziavano come negli uomini l’obesità riduca anche la possibilità di avere un figlio.
Il peso in eccesso, infatti, causa un aumento della temperatura corporea nella zona dei testicoli, causando danni al DNA dello sperma e portando a problemi di fertilità. Essere in sovrappeso aumenta il rischio di danno allo sperma fino al 60%.
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da Marina Morelli
Sesso: il S.I.U assolve il testosterone
A Rimini oggi chiude l’82esimo congresso del S.i.u (Società italiana urologia). Si è parlato con interesse di testosterone e lo si è assolto dall’accusa di favorire il cancro, promuovendolo come alleato nel contrastare gli “acciacchi dell’età”.
I ridotti livelli di quest’ormone – spiegano gli esperti – si associano a un calo della libido, della massa muscolare e della densità ossea. Inoltre, l’ipogonadismo, condizione clinica associata al deficit di testosterone si associa frequentemente all’insorgenza di patologie cronico-degenerative quali malattie cardio e cerebro-vascolari, diabete, dislipidemie, obesità, sindrome metabolica, depressione e Alzheimer.
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da Marina Morelli
Niente spuntini la sera tardi
Una nuova ricerca americana ha dimostrato che fare spuntini la sera tardi o la notte ha un effetto deleterio per chi cerca di tenere il peso sotto controllo.
L’equipe della Northwestern University, Illinois, sostiene che non è solo come e che cosa si mangia, ma anche quando si mangia a fare la differenza. Gli scienziati hanno scoperto che quando i topi consumavano i loro pasti in orari inusuali mettevano su il doppio del peso, nonostante la quantità di cibo mangiata (e l’attività fisica svolta) fosse la stessa degli altri topi i cui pasti si svolgevano in orari consueti.
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da Marina Morelli
Obesità? Occhio all’igiene orale
Molti studi suggeriscono che una delle cause dell’obesità possa essere un processo infiammatorio. Su questa linea di ricerca si è incentrata uno studio pubblicato sul Journal of Dental Research che cerca di indagare sulle possibili relazioni tra microorganismi orali e obesità.
I risultati sono stati a dir poco sorprendenti, ma ovviamente c’è anche da fare delle precisazioni: più del 90% di alcuni individui obesi presentavano nel cavo orale un batterio, Selenomonas noxia, che secondo i ricercatori potrebbe essere il fattore scatenante della malattia. La precisazione che mi sento di fare, però, è questa: probabilmente ci sono persone più predisposte ad ingrassare, per infezioni, genetica o quant’altro, d’altro canto è sempre e comunque importante tenere controllato lo stile di vita, mangiare sano è il modo migliore per scongiurare questa malattia
[Via Eurekalert]
da Giuliano Parpaglioni
Il diabete mellito di tipo 2 potrebbe diventare insulino-indipendente
Tra le cause del diabete mellito di tipo 2 c’è l’obesità. Il grasso corporeo infatti è capace di instaurare una iperdipendenza dall’insulina, con la conseguenza che il pancreas si sforza e smette di funzionare, rendendo la persona dipendente dalle iniezioni di insulina. Una ricerca pubblicata sulla rivista Cell Metabolism ha rivelato i meccanismi di questa condizione: le cellule grasse rilasciano una molecola, chiamata PEDF (pigment epithelium-derived factor), che desensibilizza i muscoli e il fegato rispetto all’insulina, questo porta appunto ad una richiesta maggiore dell’ormone, affaticamento del pancreas e blocco della produzione.
Gli scienziati hanno scoperto che bloccando questo fattore la condizione di normalizza, e questo, sperano, porterà allo sviluppo di farmaci più mirati ed efficaci, evitando probabilmente a moltissime persone di doversi fare una puntura a pasto
[Via Science Daily]
da Giuliano Parpaglioni
Un nuovo collegamento tra genetica e obesità
Sull’obesità si dice tantissimo da sempre, non sono poche le ricerche che attribuiscono a questa malattia una componente genetica, così come non sono poche quelle che invece insistono sulla necessità di avere uno stile di vita corretto e di non affidarsi alla sola genetica. Che lo stile di vita sia importante è indiscusso, ma le motivazioni che possono stare dietro a comportamenti sbagliati si stanno indagando sempre meglio: è per questo che un nuovo studio sulla genetica, sviluppato dalla Albert Einstein College of Medicine of Yeshiva University, ci mostra come la variante di un gene – NRXN3 -possa incrementare il rischio di essere obesi: esso stimola la fame quindi la voglia di mangiare e i comportamenti sbagliati (che nessuno nega essere importanti).
Un altro tassello è al suo posto: la genetica ci spiega come alcune volte la tentazione possa essere più forte che in altre, d’altro canto per fortuna l’uomo non è fatto solo di istinto
[Via Eurekalert]
da Giuliano Parpaglioni
Quanto è dannoso stare tutto il giorno seduti?
L’ufficio è diventato la nostra seconda casa: qui si trascorre la maggior parte della giornata e si consumano uno o due pasti, spesso fast food ricco di grassi saturi. Le previsioni dicono che ci saranno due miliardi di persone in sovrappeso nel mondo entro il 2015 e più di 700 milioni di obesi.
Uno studio finanziato dall’Unione europea, ha esaminato le abitudini di lavoro e i livelli di attività fisica nei vari Paesi dell’Unione. “Stress, straordinari, ore intere trascorse seduti: sono fattori che peggiorano lo stato di salute di chi lavora in ufficio e favoriscono l’aumento di peso.
Quali i problemi evidenziati dalla ricerca? I dipendenti in azienda non hanno posti dove tenere e riscaldare (frigoriferi, piccole cucine) il cibo portato da casa, più sano di quello che si mangia al bar o al ristorante. Inoltre spesso le aziende non hanno palestre interne per i loro dipendenti. Secondo gli studiosi, i datori di lavoro dovrebbero incentivare gli impiegati a svolgere attività fisica e prevedere momenti di pausa lontano dalla scrivania.
[Via nationalpost]
da Marina Morelli
Il fruttosio fa ingrassare
Mesi fa abbiamo parlato del sospetto riguardo al fruttosio e alla sua capacità di far accumulare grassi in vita.
C’è una novità per quanto riguarda questo tipo di zucchero: ulteriori studi, pubblicati sulla rivista Biochemical and Biophysical Research Communications, mostrano infatti come Il fruttosio agisca differentemente rispetto al glucosio nel cervello: infatti il primo stimola l’aumento del cibo assunto, a differenza del secondo.
La conseguenza è l’aumento di peso e il rischio di diabete di tipo 2.
Questo è particolarmente importante se si pensa che il fruttosio sta prendendo piede come sostitutivo dello zucchero, soprattutto tra i giovani
[Via Eurekalert]
da Giuliano Parpaglioni





