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Gli sweet eaters ovvero i mangiatori di dolci
Dal cioccolatino, al dolcetto, al pezzetto di crosta fino al tiramisù: gli sweet eaters, i “mangiatori di dolci” non hanno preferenze. L’importante è assaporare il gusto dolce dello zucchero, della marmellata, della panna che trionfa nei loro cibi preferiti.
Secondo i nutrizionisti e i psicologici non si tratta di semplice golosità ma di carenza di serotonina, un neurotrasmettitore che dà serenità e rilassamento. Lo zucchero stimola, attraverso un complesso meccanismo biochimico, la produzione di serotonina. Nel momento in cui si mangia un dolce, per il corpo la gratificazione è immediata e puramente chimica.
Per alcune persone che hanno livelli di serotonina bassi e che, in alcuni casi, tendono a lievi forme depressive la predilezione per i dolci è un modo naturale per tirarsi su quando si sentono tristi.
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da Marina Morelli
Artrosi: 10 consigli per dire basta al dolore
L’artrosi è una malattia cronica degenerativa che colpisce le cartilagini articolari. Colpisce soprattutto i soggetti anziani e prevalentemente quelli femminili. La malattia non è curabile ma si può impedire il peggioramento dei dolori e delle limitazioni al movimento.
Ecco alcuni consigli:
1. Niente chili in eccesso. Ogni chili di troppo carica le articolazioni provocando dolori. Quindi prima cosa perdere peso!
2. Il calore fa bene. Bagni caldi alle mani e ai piedi stimolano la circolazione e quindi la mobilità delle articolazioni.
3. Esistono preparati fitoterapici a base di erbe, come l’artiglio del diavolo, capace di attenuare le infiammazioni.
4. Quando passate l’aspirapolvere cercate di mantenere il busto eretto.
5. I tacchi alti sono eleganti ma anche dannosi. Tacchi larghi e stabili conferiscono una posizione più sicura.
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da Marina Morelli
Ultimo commento:
di idalgo il 11/09/2009 alle 09:25
Un po’ di movimento al giorno allunga la vita
Le persone che si tengono anche solo moderatamente in forma man mano che gli anni passano potrebbero garantirsi una vita più lunga rispetto a coloro che restano completamente inattivi con l’avanzare dell’età. Lo afferma un nuovo studio neozelandese, condotto su quasi 4.400 adulti sani.
Gli scienziati hanno scoperto che le persone che non svolgevano alcuna attività fisica (circa il 20% del totale) avevano il doppio delle probabilità di morire nei successivi nove anni rispetto agli individui anche solo un po’ più attivi.
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da Marina Morelli
In movimento con lo sport e aria pura
Estate tempo di rimettersi in forma con lo sport. Rimettere però in moto muscoli e polmoni spesso “stressati” dall’inquinamento atmosferico può presentare qualche rischio come distorsioni, dolori articolari, strappi o contratture ai muscoli, gonfiori agli arti, mal di schiena e tachicardie.
Occorre quindi rivolgersi a uno specialista per fare un check up completo e per capire quanto inquinamento e eccessi alimentari dell’inverno abbiano influenzato sul nostro organismo.
Gli accertamenti da effettuare sono:
- tutti gli esami del sangue e delle urine
- un elettrocardiogramma a “riposo e sotto sforzo”
- una radiografia del torace e in alcuni casi una spirometria che approfondisce la capacità ventilatoria di polmoni e bronchi
- valutare la funzionalità del fegato e delle vie biliari
- i valori della glicemia
- e gli acidi urici responsabili di dolori articolari a piedi e mani.
Fatto questo possiamo approfittare delle belle giornate di sole per fare lunghe passeggiate nei parchi, andare in piscina o fare un giro in bici.
da Marina Morelli
Giovani sportive che utilizzano la pillola: attenzione
L’uso di contraccettivi orali può ridurre il guadagno muscolare in giovani sportive. La ricerca è stata effettuata alla Texas A&M University College e ha preso in esame donne tra i 18 e i 31 anni: il gruppo, formato da 73 donne e diviso tra quelle che facevano uso di ormoni anticoncezionali e quelle che non ne facevano uso, è stato sottoposto a tre settimane di esercizio intenso e una dieta capace di incrementare la massa muscolare, e i risultati sono stati evidenti: chi non faceva uso di contraccettivi orali metteva massa molto più di chi ne faceva uso, fino ad arrivare al 60% in più.
Il perché di questa discrepanza è ancora da investigare, la ricerca è allo stadio iniziale, ma è evidente che l’assunzione della pillola riduce la possibilità delle donne di migliorare la condizione muscolare.
[Via Health Jackal]
da Giuliano Parpaglioni
30 minuti di moto non bastano
Ci vogliono almeno 50 minuti di attività fisica al giorno per salvaguardare la salute. Queste sono le indicazioni pubblicate dall’American college of sports medicine (Acsm), che corregge le linee guida precedenti.
I consigli dell’Acsm sono pubblicati dalla rivista Medicine & Science in Sports & Exercise: prima erano consigliati 150 minuti di attività fisica settimanale, sia per mantenere lo stato fisico che per dimagrire. A fronte però di nuovi studi il tiro è stato corretto: 150 sono appena sufficienti per mantenere il peso, per chi vuole dimagrire tramite il movimento e una dieta sana sono consigliabili almeno 250 minuti settimanali. Insomma, appunto poco meno di un’ora al giorno.
da Giuliano Parpaglioni
Notti “in bianco”. Contro l’insonnia il sesso è la migliore cura
Fare l’amore prima di andare a dormire è il rimedio più efficace contro l’insonnia. Lo dicono gli esperti del sonno a margine di un convegno tenutosi in Germania, a Kassel.
La causa-effetto è dovuta al rilascio di ormoni stimolanti che tendono a mantenere attivo l’organismo, ormoni che dopo l’attività sessuale vengono liberati regalando al corpo un maggior relax.
Nel corso del convegno è stato evidenziato come l’aumento degli impegni quotidiani comporti un maggiore stress per gli individui e di come, per combatterlo, la cura è il rimedio più semplice e forse il più antico. Una sana dieta e fare sport sono le altre due attività da esercitare per combattere l’insonnia.
[Via thaindian]
da Marina Morelli
Musica, e via di corsa!
Chiunque ne abbia avuta esperienza potrà confermare lo studio del dottor Karageorghis, psicologo dello sport dell’Università londinese di Brunel: la musica aiuta lo sportivo. In particolare il nostro studioso si è interessato sia delle prestazioni degli atleti (che secondo il suo studio aumentano con la musica anche del 15%), sia del tipo di musica che si dovrebbe ascoltare: indica in fatti una musica vivace, indipendentemente dal genere.
Certo, non si può pensare che un ventenne faccia qualche chilometro di corsa ascoltando gli Equipe 84, e anche su questo il professore è d’accordo: anche secondo lui, quindi, ad ogni persona il tipo di musica più adatto, se sei giovane meglio la pop, se sei più anziano allora gli Equipe 84 vanno bene.
[Via Cybermed]
da Giuliano Parpaglioni





